Finalisti del Premio Nazionale Elio Pagliarani
Roberto Ranieri
sezione premio: Poesia inedita 2026
opera: Il ratto di Schrödinger
biografia: è nato e vive a Venezia. Giornalista pubblicista, lavora nella Rete Biblioteche del Comune di Venezia. È autore della raccolta poetica Sdrucciole per lanterne, vincitrice della prima edizione del concorso nazionale “Alberoandronico” (PerroneLab, 2009). Nel 2011 ha vinto il concorso per narrativa inedita Ulteriora Mirari, con Terapie a rischio (Smasher, 2011). La raccolta poetica Soffio vocale con vista (Luoghinteriori Editore, 2014) ha vinto il “Premio Città di Castello”; la raccolta Pronome impersonale (Le Voci della Luna, 2019) si è aggiudicata il “Premio Renato Giorgi Nel febbraio 2024 ha pubblicato il romanzo Fantasia in rosso con variazioni con Ronzani Editore.
Andrea Raos
sezione premio: Poesia edita 2023
opera: o!h
presentazione poeta: In “O!H”, la parola si fa anche perimetro, spezza la superficie, scrive lo spazio, diventa attesa che non è vuoto, quindi, ma silenzio pieno di fieri, che si compie in un ritmo di senso in continuo divenire. Il bianco, che domina la geometria della pagina, allarga il finito del senso, e ciò che appare diventa essere. Il pieno del segno, allora, risalta in tutta la sua forza significante, diventa materia densa, pregna di pensiero e di ricordo, rompe la continuità della memoria che segue il movimento della parola, collocata nello spazio proprio a disegnare il flusso discendente della coscienza, dall’alto verso il basso, da dentro verso fuori. La forma non è più relazione tra le diverse parti del discorso ma essa stessa parte che diventa procedimento concettuale e prospettico e, allo stesso tempo, l’immagine balbettante di un’emozione che la pagina non riesce ad arginare, e nemmeno l’intermittenza del foglio, privo, mancante, spoglio, abbacinante, di inquieta pace, per quel bisogno che esprime, e cioè che il presente si volga sempre indietro perché il tempo della memoria non scorre, non è cronologico e non è mai lineare.
Marilina Giaquinta
Marilina Giaquinta
Gianluca Rizzo
sezione premio: Poesia edita 2025 Vincitore
opera: Testamentum Porcelli
presentazione poeta: Testamentum Porcelli è molto di più di una metafora: è chiamata in correità del lettore in un “nec-otium ioci causa”, è ritmo percussivo di verso che non ha pace e non dà pace, è lussuria di parola, è lingua che si svela e allo stesso tempo inganna, perché la verità quando rivela nasconde, è lingua che traduce e tradisce, vorticosa e insolente, continuamente mescidata, è rimandi danteschi a un purgatorio che è viaggio terragno e affamato, é la ciceroniana “historia vero testi temporum”, che si rovina e scompare, come la
tomba di Salomone, è passato di crudele paradosso, è religione che non emenda e non consola, è citazione al servizio della beffa, è male ridotto a birbanza diavolesca, è cachinno corrosivo e impinto, è corteo pantagruelico di simboli, allusioni, allegorie, di immagini- crittogrammi, nascondimenti che rendono il lettore detective e spia.
Marilina Giaquinta
tomba di Salomone, è passato di crudele paradosso, è religione che non emenda e non consola, è citazione al servizio della beffa, è male ridotto a birbanza diavolesca, è cachinno corrosivo e impinto, è corteo pantagruelico di simboli, allusioni, allegorie, di immagini- crittogrammi, nascondimenti che rendono il lettore detective e spia.
Marilina Giaquinta
Irene Santori
sezione premio: Poesia inedita 2017
opera: Il libro dei liquidi
biografia: è nata a Roma nel 1973. È autrice di raccolte poetiche, saggi critici, traduzioni letterarie. Tra le pubblicazioni: In tempo e disparte, Gazebo 2006; Jean Racine. Poesie Sacre, introduzione, traduzione e commento, Olschki 2011; Hotel Dieu, Empiria 2015. È autrice e conduttrice di Radio3-Rai e Radio Svizzera Italiana.
presentazione poeta: Costruzione per dissociazioni, a onta delle divisioni quotidiane, complice magari l'interruttore della luce e l'ironia. La fulminea impronta di un sentimento (correvo a prendere i tuoi occhi all'uscita dalla scuola), al passo con le dilatazioni della memoria. Lo scoppio della tragedia, intemperanza di vulcano. Come ritrovare se stessi dopo un tentativo di svenimento. Il formarsi e deformarsi delle nuvole, continuo cinema o sogno. Sdoppiarsi attraverso un figlio. Le sorti dell'umanità in un graffito. L'immensa intimità di un corpo ferito nelle proprie mani, selvaggina e lontananze. Infine (o attorno a tutto ciò), nicchie di allegorie per la Morte e i suoi aiutanti. Così si lascia navigare, navigando a vista nell'anima del lettore, goccia a goccia, il fresco e nativo Libro dei liquidi di Irene Sartori.
Ivan Schiavone
sezione premio: Poesia edita 2026
opera: Didascalie venatorie
biografia: (Roma, 1983), poeta, direttore di collana, editor e organizzatore culturale, vive a Monza insegnando materie letterarie nella scuola secondaria di secondo grado. In poesia ha pubblicato i volumi: Enuegz, 2010; Cassandra, un paesaggio, 2014; Tavole e stanze, 2019; Didascalie venatorie, 2025. Ha realizzato progetti discografici, installativi, performativi e d’arte digitale a partire dai propri testi collaborando con musicisti, artisti visivi, attori e gruppi teatrali.