Finalisti del Premio Nazionale Elio Pagliarani

Lidia Popolano

sezione premio: Poesia inedita 2026
opera: De vacuum natura
biografia: Biologa e membro della Società di Neuroetica (SiNe), Lidia Popolano ha pubblicato due raccolte di poesia con prefazioni di Umberto Piersanti e Rosa Pierno (rue-De-La Fontaine, 2019 e Algra, 2023), una trilogia di romanzi (rue-De-La-Fontaine, Abelbooks, Affiori-Giulio Perrone), un saggio sull’inconscio artistico (Temperino Rosso), una raccolta di personal essay (Algra). Collabora con le riviste “l’immaginazione”, “Letterate Magazine”, “Metaphorica”, “Niederngasse”, “Rossocorpolingua”, “Semicerchio”.

Jonida Prifti

sezione premio: Poesia inedita 2024
opera: A Squarciagola
presentazione poeta: A Squarciagola di Jonida Prifti è un inedito diario poetico di cui si apprezza la struttura articolata in stanze sonore a scandire il canto disturbante di io femminile che attraverso il corpo apre varchi nella memoria diffondendo in riverberi l’urlo di un’anima antica. Come in un parto, la resistenza del suono di parole nuove spinge una massa fluttuante a fuoriuscire, a creare, moltiplicando echi che provengono talvolta da forze ataviche. Una poesia che non si fida della parola scritta, della parola muta, e chiede alla voce di forzare il silenzio e stanare nell’abisso del vuoto e dell’invisibile l’inespresso per restituire frammenti di un’identità non unitaria, concepibile a strati, anche linguisticamente. L’ oscura eco di una filastrocca albanese rompe il dettato di una voce che non intende tra-durre né mescidare ma sviluppare attraverso il ritmo delle contrazioni e delle pulsazioni del corpo risonanze che dilatano il tempo e lo spazio dal passato al presente al futuro.

Siriana Sgavicchia

Jonida Prifti

sezione premio: Poesia edita 2025
opera: Sorelle di confine
presentazione poeta: Tutta l’aria di fisica indeterminazione che si avverte alla lettura di queste poesie  di  Ionida  Prifti  è  resa  attraverso  i  continui  cambi  dei  tagli  spaziali  e temporali  prodotti  non    tanto  dal  lavorio  dell’immaginazione  quanto  da  una capacità anche tecnica di registrazione della memoria dei sintomi, con i quali esclusivamente  Prifti  percepisce  la  realtà.  Di  continuo  si  assiste  ad  un procedimento  espressivo  di  corporalizzazione  del  verso  come  <<Domani  i sogni saprò mangiare /roteando nel palato, sai perché.>> ovvero l’attenzione alla  vicenda  sensoriale    dell’esperienza  delle  cose,  fino  a  una  specie  di pornoironia <<Botte, botte nell’orecchio discorrendo/ alla signora senza denti che  offre  pompe>>  come  a  sviluppare  una  gnoseologia  degli  organi.  Tutto sostiene  la  pratica  linguistica  di  una  corroborata  sintassi  nominale,  in  una paratassi senza requie, performativa, come nelle corde del più complessivo spirito artistico della Prifti. Ma lungo il disordine di un asciutto espressionismo c’è  il  plot  riconoscibile,  quasi  analitico,  nella  sua  necessità  anche drammatizzata con venature ora politiche ora metapoetiche. 

Roberto Milana 

Valentina Proietti Muzi

sezione premio: Poesia inedita 2023 Vincitore
opera: Carne
presentazione poeta: Pascal Rambert fa dire a uno dei personaggi della sua pièce “Prima”: “Il testo si insinua tra i nostri corpi.” Ed è questo che accade in “Carne”: il testo si insinua tra i corpi e diventa carne, materia che sanguina, denti, nervi, ossa, vertebre, vene, braccia, cosce, ombelico, vescica, un’anatomia dolorante, un dissezione di parti che cercano di unirsi, di riconoscersi in un corpo, e, allo stesso tempo, continuano a rivendicare ed esprimere una sofferenza propria, ognuna una propria pena, ognuna, però, non particella elementare ma nucleo costituente di un sistema che non produce più gli effetti cui è deputato. Con una lingua chirurgica, a volte pulviscolare, fratta anch’essa, dissecata come in un’autopsia sintattica, che si isola, si sincopa, si designifica a volte, schianta le regole, disubbidisce, a rappresentare l’impossibilità di unificare la materia, che sia quella delle parole o quella del corpo, l’autrice esprime una condizione umana che soccombe lentamente, in uno stillicidio esistenziale, in cui il corpo si dissolve e, con esso, la sua umanità.

Marilina Giaquinta

Laura Pugno

sezione premio: Poesia edita 2024
opera: I nomi
presentazione poeta: Fin dal titolo la raccolta I nomi impone al lettore di puntare la sua attenzione sul nucleo intorno a cui si compone tutta l’opera poetica di Laura Pugno: la lingua – anzi, l’atto quasi primigenio della “nominazione” – come unica possibilità che ci sia data, in quanto umani, di saggiare il mondo intorno a noi e di scoprire noi stessi, di “impararci”, in definitiva di essere. “Luogo dell’estremo controllo e dell’estremo abbandono” (così l’ha definita ossimoricamente l’autrice), la poesia diventa in questi testi un’imperiosa bacchetta da rabdomante che conduce chi scrive come chi legge verso territori perturbanti, dove le parole più semplici, i gesti della quotidianità, si rivelano la materia stessa del mito e del mistero.

Maria Teresa Carbone

Laura Pugno

sezione premio: Poesia edita 2016
opera: Bianco (Nottetempo)
biografia: ha pubblicato in poesia: Bianco (Nottetempo 2016); La mente paesaggio (Perrone 2010) e Il colore oro (Le Lettere 2007). L'ultimo romanzo è La ragazza selvaggia (Marsilio 2016); nel 2007 ha esordito con Sirene (Einaudi). Co-cura la collana I domani (Aragno). Dirige l'Istituto Italiano di Cultura di Madrid.
descrizione catalografica: Bianco / Laura Pugno. - Roma : nottetempo, 2016
presentazione poeta: Fin dall'esordio la poesia di Laura Pugno si pone su una linea che congiunge una concretezza quasi materica e un'astratta distillazione della lingua. In questa raccolta la tensione si accentua: il bianco, somma impercepibile di tutti i colori, diventa raggelata ipotesi di perfezione. Solo ipotesi (per fortuna), però: destinata a tramutarsi - salvificamente? - in qualcosa che si scioglie sulle dita.