Finalisti del Premio Nazionale Elio Pagliarani
Alessandro Trionfetti
sezione premio: Poesia inedita 2023
opera: Ruderi
presentazione poeta: È un panorama di rovine, come dice il titolo stesso della raccolta, Ruderi, quello in cui si aggira la poesia di Alessandro Trionfetti; è un testo che non si effonde in lirismi, ma procede a scatti, con immagini nitide ma inquietanti, conclusioni taglienti e dialoghi sbilenchi, in un insieme dove passano, tra le altre cose, ricordi di infanzia e vagabondaggi morettiani, e su tutto aleggia lo spettro della guerra, vista però senza alcuna icasticità ungarettiana, bensì come una sorta di fatto ormai normale e quotidiano, con cui si convive, al pari degli incontri con gli amici. Accompagnato da una gentile Maga fumatrice di sigarette e, per una sezione, immedesimato in un’anima gattesca pronta a tutto, l’io affronta un territorio cittadino ben riconoscibile, ma tendente al distopico e spesso virato verso quello che l’autore stesso chiama “iperrealismo onirico”, inseguendo i frantumi, i ruderi appunto, di un “senso spappolato”.
Francesco Muzzioli
Francesco Muzzioli
Silvia Tripodi
sezione premio: Poesia inedita 2015 Vincitore
opera: Voglio colpire una cosa
biografia: (1974) RicercaBo 2013. Suoi testi su gammm.org (L'architettura è piena di problemi ed è anche gratuita) e su L'immaginazione. Nel 2014, ha collaborato a Totilogia, a cura di D. Poletti (Cinquemarzo) e a Ex.it. Materiali fuori contesto. Premio Montano 2014, sezione poesia inedita
presentazione poeta: I testi di Silvia Tripodi sono notevoli perché mettono in scena un soggetto rinato dai brandelli dell'ego per riconnettere - con una reduplicazione e un rafforzamento anche ossessivo del nesso - il linguaggio e la prassi, mediante una speculazione, sul più piccolo gesto e sulla più piccola osservazione, che riesce universale e che parrebbe rifondare l'incidenza delle nostre azioni collettive
Carla Vasio
sezione premio: Premio alla carriera 2018 Vincitore
biografia: Visse i primi anni di vita a Venezia che lasciò per Roma nel 1943 al seguito del padre partigiano e giornalista del Gazzettino. Studiò al liceo Mamiani e si laureò in storia della musica. Esponente della neoavanguardia (partecipò all'esperienza del Gruppo '63), dopo aver pubblicato un romanzo con l'editore Feltrinelli si è dedicata per anni all'arte, sostenendo l'astrattismo, e ha gestito la Libreria dell'Oca di Roma. Si è poi trasferita in Giappone, e da questo periodo ha iniziato a comporre haiku, di cui si è anche occupata come curatrice di raccolte. Ha vinto il Premio Feronia-Città di Fiano per la narrativa nel 1999.
presentazione poeta: Nel panorama della letteratura sperimentale del secondo Novecento, Carla Vasio occupa un posto di particolare rilievo: E non solo per la qualità dei testi a cui ha dato vita la sua costante ricerca e sperimentazione formale, o per la capacità di raccontare le storie più diverse di un mondo complesso e frammentato che le storie appunto aiutano a decifrare. Ma ciò che conquista della sua pratica della letteratura, della sua appassionata militanza nell'universo della parola rinnovata e sottratta ad ogni automatismo della fruizione, è la capacità continua di rinnovarsi, di rinnovare la propria scrittura e il proprio rapporto con i sistemi espressivi esperiti in quello scorcio di Novecento in cui il suo lavoro è nato, cresciuto, acquistato forza e significato. Carla Vasio scrittrice nasce nel clima febbrile dei Convegni del Gruppo 63, dove scopre la dimensione del testo come macchina celibe, che produce significati proprio in quanto conquista un'autonomia di funzionamento, in quanto esibisce le proprie dinamiche e le proprie strutture , come nel sorprendente, vertiginoso Orizzonte del 1966, ripubblicato recentemente da Polimata, o, ancora di più, nell'irriverente, giocoso Romanzo storico, del '74, che essiccava la storia di un'epopea familiare in un albero genealogico, di fertile suggestione insieme ironica e di sapienza metaletteraria. Poi vennero altri scenari da gestire e interpretare con la scrittura: l'incontro col Giappone, momento fondamentale della biografia della scrittrice, con l'impatto con un mondo in cui il formalismo si carica di significati insieme etici ed estetici, metalinguistici, affilando la capacità di guardare indietro, alla cultura europea, insieme con acuta ironia e rinnovata capacità di comprensione. Ora, per Carla Vasio scrivere -oltre che l'impegno primario di una vita segnata dalla curiosità per il mondo, gli altri, le novità assedianti- diviene l'esercizio di un'etica della letteratura, che tende a ricostruire proprio nella pratica insieme rigorosa e raffinata della forma: così per lo studio e la scrittura della poesia Haiku. Cosi per le narrazioni (dove acquisisce un'eleganza, che è ahimé sempre più rara nel panorama contemporaneo). Tende a ricostruire l'efficacia del raccontare come tensione ad una rivendicazione dei valori morali, quelli che si possono riconoscere al fondo di vite difficili, drammaticamente ostinate, in una ricerca del senso dell'esistenza. Così via via, nella storia della scrittrice giapponese di fine Ottocento, Ichiyo Higuchi, prima poetessa nel giapponese moderno, o della veggente Viviana a cui la Vasio dedica un lungo racconto Invisibile, allusivo proprio alla possibilità della letteratura di parlare di ciò che non appare, di ciò che è impossibile raccontare. A questa prospettiva Carla Vasio va dedicando gli ultimi suoi esperimenti di scrittura: le brevi narrazioni del Tuono di mezzanotte (Nottetempo 2017), sono una prova suprema di capacità di raccontare in levare, peraltro strutturando i brevi racconti in una sapiente cornice. Ma Carla Vasio è anche una attenta testimone dei propri tempi. Due libri ne ripropongono questo ruolo. L'intervista a Goffredo Petrassi, esito di una educazione musicale che si consolida nella vicinanza al gruppo di Nuova Consonanza e la memoria ironica e appassionata insieme di Vita privata di una cultura, diario delle esperienze con gli scrittori e artisti della Neoavanguardia. Un percorso lungo, complesso, ricchissimo di esiti che lasciano un'impronta indelebile: una scrittrice che impersona quanto di più alto e importante è stato prodotto dal Novecento. Un invito a stare nella letteratura - ma più in generale nelle pratiche artistiche- con intelligenza e passione, con ironia e allegria insieme. Giorgio Patrizi
Leonardo Vilei
sezione premio: Progetti di traduzione 2016 Vincitore ex aequo
opera: La ragazza Carla - in lingua spagnola
biografia: è nato a Otranto nel 1979. Dopo essersi laureato in Lettere moderne all'Università di Torino esordisce come poeta con la silloge Futuro inclinato. Dal 2006 risiede a Madrid, dove attualmente insegna letteratura italiana contemporanea come docente a contratto presso l'Università Complutense.
presentazione poeta: La muchacha Carla di Leonardo Vilei e Ignacio Vleming presso editorial La Bella Varsovia è un progetto di ottima fattura appoggiato a un editore di prestigio e diffusione internazionale. La traduzione convince pienamente e rende l'originale nella sua complessità linguista con estrema naturalezza. Il progetto segnerà un momento importante per la diffusione della poesia italiana del secondo Novecento in ambito europeo e non solo.
Ignacio Vleming
sezione premio: Progetti di traduzione 2016 Vincitore ex aequo
opera: La ragazza Carla - in lingua spagnola
biografia: è nato a Madrid nel 1981. È autore dei testi poetici Clima artificial de primavera (V Premio de Poesía Joven "Pablo García Baena"; La Bella Varsovia, 2012) e Cartón fósil (La Bella Varsovia, 2016), oltre che del quaderno di esercizi sull'arte contemporanea Inspiración instantánea (Modernito Books, 2013).
presentazione poeta: La muchacha Carla di Leonardo Vilei e Ignacio Vleming presso editorial La Bella Varsovia è un progetto di ottima fattura appoggiato a un editore di prestigio e diffusione internazionale. La traduzione convince pienamente e rende l'originale nella sua complessità linguista con estrema naturalezza. Il progetto segnerà un momento importante per la diffusione della poesia italiana del secondo Novecento in ambito europeo e non solo.
Lello Voce
sezione premio: Poesia edita 2016 Vincitore
opera: Il fiore inverso (Squi[libri])
biografia: ha introdotto in Italia il Poetry slam. Ha pubblicato Farfalle da combattimento, (Bompiani, 1999), Fast Blood (2003 - Premio Delfini di poesia), L'esercizio della lingua (Le Lettere, 2010), Piccola cucina cannibale (Squi[libri]). Autore, con Nanni Balestrini e Paolo Fabbri, del programma televisivo L'ombelico del mondo (Rai EDU), ha diretto, fra l'altro, i festival Romapoesia e Absolute Poetry.
presentazione poeta: Dal riappropriarsi della tradizione nasce la %u2018nostalgia del futuro' e la sperimentazione di nuove forme di Fiore inverso, perché "l'unico modo di rispettare realmente una tradizione è rinnovarla, rifondarla in quel suono e in quella voce da cui tutto nasce".
Un intenso e complesso scritto teorico di Voce attraversa la galassia dei nuovi problemi formali posti dalla la contemporanea poesia per musica. Questo scritto rende il Fiore inverso un vero e proprio 'manifesto' di una nuova poetica dell'oralità e ne fa la prova di una maturità e di una coscienza espressiva ormai pienamente raggiunte.
Un intenso e complesso scritto teorico di Voce attraversa la galassia dei nuovi problemi formali posti dalla la contemporanea poesia per musica. Questo scritto rende il Fiore inverso un vero e proprio 'manifesto' di una nuova poetica dell'oralità e ne fa la prova di una maturità e di una coscienza espressiva ormai pienamente raggiunte.