Finalisti del Premio Nazionale Elio Pagliarani
Aldo Nove
sezione premio: Poesia edita 2020
opera: Poemetti della sera
presentazione poeta: Cantico del materialismo cosmico, i Poemetti della sera sono un inno alla creazione e alle creature che vivono nel tempo ‒ finito e mortale ‒ ma riverberano la musica più vasta dell’universo, seppure da un presente smembrato in “frammenti di un intero / che non ha / più nulla / di vero”. Elio Pagliarani scriveva nel 2003 che la poesia di Aldo Nove ha la “temerarietà dell’ingenuità”: una “visionarietà” candida, ossessiva ed “espressionista” che in questi Poemetti intona una laude al matrilineare (di lunga consuetudine noviana) con l’eco delle metriche ipnotiche di Campana, Pascoli e Caproni mentre i quadri cittadini, trasfigurati nei colori lividi di una Milano di “antracite”, sono visti con lo sguardo di Trakl, vero e proprio alter ego: il poeta dagli occhi di bambino, testimone del trauma bellico che apre il Novecento come della meraviglia dell’attimo azzurro: il momento in cui, all’incrocio di notte e giorno, capita di accedere all’intuizione dell’unità fisica del cosmo, tornando a essere “parte della musica del Creato”.
Fabio Orecchini
sezione premio: Innovazione tecnologica e fusione dei linguaggi 2018 Vincitore
opera: Terraemotus
biografia: (Roma, 1981) realizza opere che attraversano diversi ambiti e media artistici rivolgendo la sua attenzione alle dinamiche linguistiche e culturali di incorporazione e controllo dell'immaginario. Ha presentato i suoi lavori nei maggiori Festival italiani di poesia e nei Musei d'arte contemporanea Ex G.I.L di Campobasso, Sotterranei del Palazzetto dei Nobili de L'Aquila e MAXXI di Roma. Ha partecipato ad alcune collettive tra cui
descrizione catalografica: www.terraemotus.site/
presentazione poeta: Terrae motus è opera corale nata dallo scenario postsismico dell'Aquila in processo di ricontaminazione e riscrittura continuo che, procedendo per fallimenti e mantra assemici, ha dato voce-traccia a fratture, ricomposizioni, tessiture e sommovimenti. Un'installazione in fieri che continuamente si riaggrega in forme differenti nutrendosi delle Relazioni -intercorse- tra gli artisti che l'hanno plasmata -ridefinendosi-, con gli ambienti in cui si è insediata e con tutte le persone che l'hanno attraversata ed esperita, spazio installativo immaginato come un universo ctonio, popolato da corpi disabitati, muti come radiografie di bocche -fossili del dire- cartografie inesatte di un abbandono annunciato, mentre una macchina sciamanica trascrive incessantemente la traccia del remoto, della terra il moto, oltre il confine della lettera, . Allegoria dell'odierno luogo , il nostro tempo, che non da scampo, e come un forcipe attrae_sottrae vita, verità e vita.
Antonella Antonia Paolini
sezione premio: Poesia edita 2026
opera: Il macello moderno
biografia: vive a Roma. Leopardista (membro del Comitato Scientifico del Centro Nazionale di Studi Leopardiani), saggista (Donzelli, Electa, Olschki, tra gli altri) e poeta, ha pubblicato Il macello moderno con Aragno nella collana i domani. Collabora con la «Domenica» del «Sole 24ore», «Antinomie» e «doppiozero». Dal 2014 pubblica lettere apocrife leopardiane. Sceneggiatrice, è diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia (ha lavorato, tra gli altri, per Rai Fiction, Rai Cinema, IBC Movie, Paypermoon, Acaba e Pandora Film).
Gilda Policastro
sezione premio: Poesia edita 2015
opera: Inattuali
biografia: Collabora con riviste, supplementi e blog letterari, ha pubblicato saggi di critica, i romanzi Il farmaco e Sotto (Fandango 2010 e 2013), i libri di poesia La famiglia felice (d'if 2010), Antiprodigi e passi falsi (Transeuropa 2011), Non come vita (Aragno 2013) e l'e-book Inattuali (Transeuropa 2015)
descrizione catalografica: Inattuali / Gilda Policastro. - Massa : Transeuropa, 2015. - 40 p. ((E-book - Collana: Nuova poetica
presentazione poeta: «Inattuali» è tutto dentro al nostro cielo contemporaneo, fatto di una lingua che non è salvifica e non promette niente, che mischia e compone frammenti di discorso tratti dal quotidiano. In essi e portata da essi la ragazza Gilda governa il processo vitale e lancia al lettore la sua freccia precisa emozionandoci senza emozionarsi né autocommiserarsi.
Gilda Policastro
sezione premio: Poesia edita 2017
opera: Esercizi di vita pratica
biografia: è scrittrice e critica letteraria; ha pubblicato saggi su Dante, Leopardi, Manganelli, Sanguineti, Pasolini. Tra i romanzi Il farmaco (Fandango 2010); Sotto (Fandango 2013); Cella (Marsilio 2015); tra i libri di poesia Non come vita (Aragno 2013); Inattuali (Transeuropa 2016) e Esercizi di vita pratica (Prufrock spa 2017). Collabora con supplementi, riviste e blog letterari e dal 2017; è docente di poesia presso la scuola di scrittura Molly Bloom.
descrizione catalografica: Esercizi di vita pratica / Gilda Policastro. - Costa di Rovigo : Prufrock, 2017
presentazione poeta: Esercizi di vita pratica di Gilda Policastro, la cui fisionomia stilistica è ormai riconoscibile e riconosciuta nel fondale letterario attuale, entra nella compagine di finalisti della terza edizione del Premio Nazionale Elio Pagliarani a pieno titolo e con alcune originalità e maestrìe che consideriamo già paradigmatiche e per molti aspetti nel segno di Pagliarani.
Innanzitutto Esercizi di vita pratica è scrittura di identificazione e scompiglio, una fenomenologia della scrittura da ascolto, dove ogni voce fuori campo o di fondale è reperto arcaico sempre in s-concerto. Ricercando le condizioni che hanno determinato l'origine della scrittura ricordiamo quello che Elio Pagliarani scrisse: lo spirito umano ha più bisogno di piombo/ che di ali.
Un lavoro di collocazioni dunque, di spostamenti, pesi, frammenti che si discosta da ogni forma di manierismo ricercando e cogliendo i nessi della comunicazione distorta e piana del current reality intercettando ogni forma per conseguire il risultato periglioso e alieno di un'altra scrittura che da interferenza diviene riferimento. Il testo è stato quindi prescelto per questo contributo alla ricerca linguistica in primis, per aver congegnato ed elaborato un sistema complesso e già memorabile avvalendosi di tecniche e invenzioni, scarti, accostamenti e frizioni utilizzando i rumor, una mood babele, pezzi del puzzle ossessivo e socializzante e intercettandoli ai fini del risultato per escogitare forme linguistiche inedite. Per queste e per altre motivazioni che avranno modo e contesto d'essere analizzate salutiamo Esercizi di vita pratica di Gilda Policastro come un risultato della lingua italiana nuovo e atteso nel panorama attuale. Scrive Donna Haraway, filosofa americana, caposcuola della teoria del cyborg che donna e macchina appartengono alla realtà sociale quanto (o meglio come) alla finzione. Ogni scrittore dovrebbe essere un po' cyborg come in questa nuova pubblicazione di Gilda Policastro.
Innanzitutto Esercizi di vita pratica è scrittura di identificazione e scompiglio, una fenomenologia della scrittura da ascolto, dove ogni voce fuori campo o di fondale è reperto arcaico sempre in s-concerto. Ricercando le condizioni che hanno determinato l'origine della scrittura ricordiamo quello che Elio Pagliarani scrisse: lo spirito umano ha più bisogno di piombo/ che di ali.
Un lavoro di collocazioni dunque, di spostamenti, pesi, frammenti che si discosta da ogni forma di manierismo ricercando e cogliendo i nessi della comunicazione distorta e piana del current reality intercettando ogni forma per conseguire il risultato periglioso e alieno di un'altra scrittura che da interferenza diviene riferimento. Il testo è stato quindi prescelto per questo contributo alla ricerca linguistica in primis, per aver congegnato ed elaborato un sistema complesso e già memorabile avvalendosi di tecniche e invenzioni, scarti, accostamenti e frizioni utilizzando i rumor, una mood babele, pezzi del puzzle ossessivo e socializzante e intercettandoli ai fini del risultato per escogitare forme linguistiche inedite. Per queste e per altre motivazioni che avranno modo e contesto d'essere analizzate salutiamo Esercizi di vita pratica di Gilda Policastro come un risultato della lingua italiana nuovo e atteso nel panorama attuale. Scrive Donna Haraway, filosofa americana, caposcuola della teoria del cyborg che donna e macchina appartengono alla realtà sociale quanto (o meglio come) alla finzione. Ogni scrittore dovrebbe essere un po' cyborg come in questa nuova pubblicazione di Gilda Policastro.